Il Mali sta scoppiando. Basta leggere le ultime notizie per cadere nello sconforto. La Francia si è già mobilitata per portare soccorso alle popolazioni del Nord del paese, strette fra la morsa indipendentista dei Touareg e le incomprensibili e rigide leggi islamiche. E' un disastro e ci colpirà tutti da vicino. L'Europa lo sa che da questi paesi che a noi sembrano lontani anni luce, dipende l'equilibrio mondiale e ha già mobilitato le sue forze militari. Al Qaida milita qui bambini e adolescenti. Fame ed ignoranza fanno il resto.
Pochi sanno che il Mali è un simbolo per tutta l'Africa. Un simbolo di cultura. Perchè in questo, che è uno dei paesi più poveri dell'Africa, esiste la più grande biblioteca del territorio subsahariano, università di alto livello, grande multiculturalità e varietà linguistica da far invidia alle più grandi metropoli. Che spreco inutile è questo conflitto. Spreco di vite, spreco di ingegno, spreco di potenzialità.
Mio padre ha fatto il medico in Africa Occidentale per 14 anni. Ebbene sì, contro il parere dei suoi genitori è partito all'avventura in un paese completamente nuovo. Là si è sposato con mia madre, insieme sono partiti per l'Italia, poi sono nata io. In casa nostra il Mali rappresentava una meta obbligata, un luogo da visitare assolutamente, un paese d'arte e cultura. Adesso non posso sopportare che questo meraviglioso paese vada in rovina. Ecco perchè non voglio dimenticare i profughi e coloro che si dichiareranno rifugiati politici, coloro che resteranno orfani, le famiglie che si divideranno. Non facciamo calare il sipario su questa vicenda, non abbandoniamo questo paese come è purtroppo avvenuto ai tempi del genocidio in Rwanda.
Se vi interessa l'argomento vi consiglio questi link:
http://www.worldvision.it/public/aggiornamento.mali.online.pdf
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201301151149-ipp-rt10110-mali_onu_500mila_civili_in_fuga_intersos_emergenza_a_nord
giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 9 gennaio 2013
Regali e...regali
Se qualcuno mi proponesse di sparire in qualche monastero per le prossime settimane, penso proprio che senza esitazione risponderei di sì. Mai come quest'anno la pausa natalizia mi ha fuso il cervello a dei livelli tali che non credevo possibili. Tant'è vero che vago per le stanze di casa disorientata, dimenticandomi persino delle semplici mansioni giornaliere. Ho cambiato ritmi, mi sono divertita, ho mangiato e bevuto parecchio. Perciò perdonatemi se avrò qualche segno di cedimento nel modo in cui esprimo i miei concetti...
Questi giorni di ritorno alla routine sono risultati difficili e proprio oggi il mondo si è come diviso per presentarmi due categorie di persone: quelle che forse non ci tengono particolarmente a te, ma che tutto sommato sono sincere, insomma sai cosa aspettarti, e quelle che ti erano risultate piacevoli, forse anche simpatiche e di cui non ti saresti mai aspettata di conoscere la parte più ignobile.
Ricapitoliamo. A dicembre cadono tre compleanni importanti nella mia famiglia. Quello di mia mamma, di mio figlio e il mio, ognuno a distanza di tre giorni l'uno dall'altro e a ridosso del Natale. Quindi cerco sempre di festeggiare organizzando una merenda/cena speciale che si svolge sempre a casa. Da quando è nato mio figlio è lui il centro dei festeggiamenti, quindi dedico a lui particolare attenzione, il che significa festa a tema e tanti giochi per i bambini. Anche quest'anno sono stata piacevolmente stupita da quante persone siano venute e da quanto bene si sia stati tutti insieme. Mi fa piacere e mi dà fiducia negli altri. Mi viene da pensare che in fondo il Natale è davvero un'occasione per tirar fuori il meglio di sè.
Mi sbaglio. Sì perchè poi succedono episodi come questo.
Proprio ieri ricevo la telefonata di una delle mamme che avevo invitato e che mi dice:
"Scusa se non sono potuta venire al compleanno di tuo figlio, ma sai mio padre stava male e..."
"Non ti preoccupare" faccio io con sincera compartecipazione
"Ma sai ho qui in macchina un pensierino per tuo figlio che volevo farti avere...Sei a casa?"
"Certo sali pure" rispondo io entusiasta
"No, no, sono di fretta...anzi potresti scendere che non mi oso a salire?"
"Eh?" penso io
PAUSA
"Sai sono tornata tardi dal lavoro e mi sono detta che dovevo lasciarti il regalo..." continua lei
PAUSA in cui sto pensando che forse dovrei dirle di lasciar perdere, che non si deve affatto disturbare. Ma poi le dico:"Va bene...ti ringrazio, scendo..."
Non si osa a salire...ha fretta...deve lasciarmi il pensierino...tutto mi frulla nella testa e raggiunge l'apoteosi quando la vedo, la guardo in faccia e annuso falsità, ipocrisia e anche imbarazzo.
Ma come...qualche settimana fa parlavamo piacevolmente, ci scambiavamo opinioni, stavamo bene insieme e adesso devo ricredermi? Ebbene sì...
Consiglio per tutti: non facciamo mai quello che non ci sentiamo di fare veramente, perchè la puzza di finto si annusa a distanza ed è una puzza davvero sgradevole...
Ma sì, ieri sera mettendosi a letto avrà pensato di avere fatto il suo dovere, di aver fatto bene i compiti a casa...
Complimenti!
Questi giorni di ritorno alla routine sono risultati difficili e proprio oggi il mondo si è come diviso per presentarmi due categorie di persone: quelle che forse non ci tengono particolarmente a te, ma che tutto sommato sono sincere, insomma sai cosa aspettarti, e quelle che ti erano risultate piacevoli, forse anche simpatiche e di cui non ti saresti mai aspettata di conoscere la parte più ignobile.
Ricapitoliamo. A dicembre cadono tre compleanni importanti nella mia famiglia. Quello di mia mamma, di mio figlio e il mio, ognuno a distanza di tre giorni l'uno dall'altro e a ridosso del Natale. Quindi cerco sempre di festeggiare organizzando una merenda/cena speciale che si svolge sempre a casa. Da quando è nato mio figlio è lui il centro dei festeggiamenti, quindi dedico a lui particolare attenzione, il che significa festa a tema e tanti giochi per i bambini. Anche quest'anno sono stata piacevolmente stupita da quante persone siano venute e da quanto bene si sia stati tutti insieme. Mi fa piacere e mi dà fiducia negli altri. Mi viene da pensare che in fondo il Natale è davvero un'occasione per tirar fuori il meglio di sè.
Mi sbaglio. Sì perchè poi succedono episodi come questo.
Proprio ieri ricevo la telefonata di una delle mamme che avevo invitato e che mi dice:
"Scusa se non sono potuta venire al compleanno di tuo figlio, ma sai mio padre stava male e..."
"Non ti preoccupare" faccio io con sincera compartecipazione
"Ma sai ho qui in macchina un pensierino per tuo figlio che volevo farti avere...Sei a casa?"
"Certo sali pure" rispondo io entusiasta
"No, no, sono di fretta...anzi potresti scendere che non mi oso a salire?"
"Eh?" penso io
PAUSA
"Sai sono tornata tardi dal lavoro e mi sono detta che dovevo lasciarti il regalo..." continua lei
PAUSA in cui sto pensando che forse dovrei dirle di lasciar perdere, che non si deve affatto disturbare. Ma poi le dico:"Va bene...ti ringrazio, scendo..."
Non si osa a salire...ha fretta...deve lasciarmi il pensierino...tutto mi frulla nella testa e raggiunge l'apoteosi quando la vedo, la guardo in faccia e annuso falsità, ipocrisia e anche imbarazzo.
Ma come...qualche settimana fa parlavamo piacevolmente, ci scambiavamo opinioni, stavamo bene insieme e adesso devo ricredermi? Ebbene sì...
Consiglio per tutti: non facciamo mai quello che non ci sentiamo di fare veramente, perchè la puzza di finto si annusa a distanza ed è una puzza davvero sgradevole...
Ma sì, ieri sera mettendosi a letto avrà pensato di avere fatto il suo dovere, di aver fatto bene i compiti a casa...
Complimenti!
giovedì 6 dicembre 2012
La bicicletta verde
Questa frase richiama temi dell'infanzia, ma è il titolo di un film i cui temi sono tutt'altro che leggeri. Si parla di emancipazione del pensiero femminile in un paese, l'Arabia Saudita, in cui le donne sembrano non esistere nemmeno all'interno della famiglia.
La regista è Haifaa Al Mansour, prima regista donna dell'Arabia Saudita, che tocca un tema delicato, ma non per questo meno duro, la realizzazione dei sogni di una bambina come tante. Vi lascio la trama del film:
La protagonista è Wadjda, una bimba di 10 anni che vive alla periferia di Riyadh, la capitale Saudita. Nonostante viva in un mondo tradizionalista, Wadjda è una bambina simpatica, intraprendente e decisa a superare i limiti imposti dalla sua cultura. Presto Wadjda mette gli occhi su una bicicletta verde, in vendita nel negozio vicino casa e la vuole per poter battere l’amico Abdullah in una gara. Tuttavia la mamma, per paura delle possibili ripercussioni da parte della società, non glielo permette. Wadjda decide quindi di provare a guadagnare i soldi da sola facendo da corriere tra due innamorati, ma viene scoperta. Mentre sta per mollare, la bimba viene a sapere del premio in denaro per la gara di recitazione del Corano e farà di tutto per vincerla
continua su: http://cinema.fanpage.it/la-bicicletta-verde-simbolo-dei-diritti-negati-alle-donne-arabe/#ixzz2EGM3NHQp
http://cinema.fanpage.it
Che dire, può essere una buona occasione per riflettere su noi stessi e sul modo in cui alleviamo le nuove generazioni...In tutti i cinema dal 6 dicembre.
Ulteriori informazioni su questo link:
http://cinema.fanpage.it/la-bicicletta-verde-simbolo-dei-diritti-negati-alle-donne-arabe/
La regista è Haifaa Al Mansour, prima regista donna dell'Arabia Saudita, che tocca un tema delicato, ma non per questo meno duro, la realizzazione dei sogni di una bambina come tante. Vi lascio la trama del film:
La protagonista è Wadjda, una bimba di 10 anni che vive alla periferia di Riyadh, la capitale Saudita. Nonostante viva in un mondo tradizionalista, Wadjda è una bambina simpatica, intraprendente e decisa a superare i limiti imposti dalla sua cultura. Presto Wadjda mette gli occhi su una bicicletta verde, in vendita nel negozio vicino casa e la vuole per poter battere l’amico Abdullah in una gara. Tuttavia la mamma, per paura delle possibili ripercussioni da parte della società, non glielo permette. Wadjda decide quindi di provare a guadagnare i soldi da sola facendo da corriere tra due innamorati, ma viene scoperta. Mentre sta per mollare, la bimba viene a sapere del premio in denaro per la gara di recitazione del Corano e farà di tutto per vincerla
continua su: http://cinema.fanpage.it/la-bicicletta-verde-simbolo-dei-diritti-negati-alle-donne-arabe/#ixzz2EGM3NHQp
http://cinema.fanpage.it
Che dire, può essere una buona occasione per riflettere su noi stessi e sul modo in cui alleviamo le nuove generazioni...In tutti i cinema dal 6 dicembre.
Ulteriori informazioni su questo link:
http://cinema.fanpage.it/la-bicicletta-verde-simbolo-dei-diritti-negati-alle-donne-arabe/
martedì 4 dicembre 2012
Quell'inevitabile guerra dei sessi (Una provocazione)
C'è chi ci vuole fragili, c'è chi ci vuole pasticcione, ma una cosa è certa, noi donne, a onor del vero, siamo un popolo di indecise.
Basta osservare gli uomini nei fatti. Se pensano a una serata fuori con gli amici, gli basta poco per organizzarsi. Si alzano dal divano, si infilano qualcosa alla rinfusa e via fuori a far baldoria!
Se c'è la partita di calcetto basta prepararsi una sacca e il gioco è fatto. N.B. Preparare la sacca significa infilare 2 o3 cose per il cambio senza pensarci troppo e senza farsi venire troppi problemi.
Provate ora ad organizzare una serata fuori tra donne. Ci sarà sempre una che non può uscire perchè è in "quei giorni", quella che si deve lavare i capelli, quella che è in crisi esistenziale, quella che non ha il vestito adatto. Tutta una sequela di scuse insomma. E queste situazioni si presentano spesso anche fra migliori amiche.
Come sia possibile tutto questo ancora non lo so, ma sicuramente comincio a pensare che gli uomini abbiano più successo nei loro obiettivi perchè in fondo un pò se ne fregano di tutto e di tutti. Noi donne rimaniamo sempre con meno occasioni per lasciarci andare.
Indaffarate come siamo, sempre spinte a dare il massimo in tutto, ci siamo dimenticate di quanto sia importante giocare. Giocare veramente, come fanno i bambini quando si incontrano anche una sola volta. Abituate a fare le mature, spronate già da piccole a prenderci cura degli altri, ci siamo scordate di dedicare più tempo a quello che veramente ci piace, il che può significare anche dimenticarsi delle pose, del tacco dodici, dell'abitino alla moda e tutte quelle sovrastrutture che ci vogliono sempre al top della forma.
E allora un consiglio ragazze: cazzeggiamo finchè possiamo e non curiamoci troppo del perchè e per come, perchè non c'è niente di meglio che assaporare la vita come un vino pregiato. A piccoli sorsi, ma con grande trasporto...
venerdì 16 novembre 2012
Anima mia dove sei?
Lo spunto è partito ancora una volta da una trasmissione televisiva che seguo con interesse all'ora di pranzo, trattasi di "Diario Italiano" condotto da un supremo Corrado Augias.
Immaginate come si è "canalizzato" il mio interesse nel momento in cui si annunciava che l'argomento del giorno sarebbe stato di difficile approccio. Lì per lì sono rimasta perplessa: possibile che all'ora di pranzo non si possa parlare d'altro? Magari del solito trito e ritrito tema della crisi?
E invece no, ho dovuto ricredermi. Si parlava di ANIMA. Sì lo scrivo in stampatello perchè si tratta di una parola che sicuramente scatena in ognuno di noi una marea di pensieri.
Ebbene in questa trasmissione si è cercato di concettualizzare questo termine senza vagare nè troppo nel filosofico nè troppo nello spiritual-teologico.
L'ospite era Edoardo Boncinelli, laureato in fisica specializzato genetista e che comunque non disdegna lo studio della filosofia. Perfetto. Qualcuno che poteva avere una visione "oggettiva" dell'argomento.
Ha scritto un libro, "Quel che resta dell'anima", in cui tratta le varie definizioni di anima per la cultura ebraica (spirito santo), greca (Aristotele vs Platone) e araba. Lascio a voi il documentarvi sulle fonti. Ma è su questa domanda che ho dovuto soffermarmi un pò di più per riflettere:
L'anima esiste anche negli animali?
Boncinelli argomenta che gli animali hanno una senso di sè che è sia soggettivo che collettivo, cioè sanno che cosa sono ed hanno coscienza di essere parte di un gruppo. Ma questo di per sè, definisce già l'anima? Ci si è poi spostati su un altro versante discutendo sul fatto che la coscienza della propria fine può essere un criterio su cui basarsi per definire l'anima e si è affermato che
L'uomo è l'unico essere cosciente della propria fine
Ma è proprio qui che ho dovuto fermarmi. Ho dovuto pensare, rifarmi ad esperienze passate per capire fino in fondo questa frase.
E ancora penso di no. Penso che non siamo solo noi ad essere coscienti di questo. Che il vitello che vive in un allevamento, ad un certo punto capisce quale sarà la sua fine, che la volpe inseguita dai cani sa quale sarà l'esito della giornata se non corre più veloce che può, che il cane vecchio e malato sa che forse è arrivato per lui il momento di abbandonare questa vita. Lo sanno, ma non lo comprendono veramente. E questo allora presuppone che non abbiano un'anima?
Io credo che gli animali non abbiano la consapevolezza, ma che in alcuni casi si elevino al di sopra di molti individui che si definiscono esseri umani.
Ed infine, ecco una chicca per tutti noi. I buddisti si interrogano spesso sul significato di anima e affermano che
Occorre pensare di essere un'anima con un corpo e non solo un corpo con un'anima
Questa affermazione cambia totalmente le nostre prospettive spostandole su un altro versante e facendoci focalizzare su cosa sia realmente importante nel nostro percorso di miglioramento individuale.
Preciso che non sono nè animalista, nè vegana, nè buddista, ma credo che oggi come ieri il tema dell'integrità spirituale e della consapevolezza di sè e di ciò che si è non sia di poco conto. In fondo è il pensiero che ci contraddistingue nella nostra identità, vedi Cartesio.
Se vi interessa approfondire sul libro di Boncinelli ecco un link che fa al caso vostro:
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788817060868/Quel_che_resta_dell'anima/Edoardo_Boncinelli.html
venerdì 9 novembre 2012
Meraviglioso
Credete nelle coincidenze? Non vi è mai sembrato almeno una volta di vivere qualcosa che avevate già vissuto e che si ripresenta quando meno ve l'aspettate? No, non sto delirando, tranquilli!
Fatto sta che oggi i miei sensi sono invasi da un senso di meraviglia, di stupore, come se fossi per un attimo tornata indietro a quando ero bambina e avessi dimenticato anche solo per poco i miei affanni di questi anni.
Non sono stati anni facili. Le incertezze sono state molte, troppe ed hanno messo in discussione tutto il mio presente. Chi mi conosce sa che un lutto tremendo ha segnato per sempre la mia vita ed ha cambiato il mio modo di essere....
Cosa avrà dunque potuto distogliermi da tutto questo, direte voi?
UN AMARYLLIS
Un che? Sì, proprio un amaryllis. Una pianta affascinante e colorata che sboccia proprio in questi mesi che volgono all'inverno. Una pianta incredibile con fiori carnosi, enormi, stupendi!
Oggi lo vedo ricrescere dal nulla in cui lo avevo abbandonato mesi fa. Avevo lasciato il vaso in un angolino neanche tanto soleggiato ed ecco veder spuntare qualcosa di verde che fa capolino dalla terra secca.
Un inno alla vita, un tripudio dei sensi ecco cos'è il mio amaryllis!
Mi sono venute in mente tante cose. La mia infanzia a Settimo Torinese, le passeggiate all'aria aperta che facevo con mio padre, lo stupore che mi invadeva tutta, quando guardavo animali e piante.
E, nel momento in cui osservo la mia piantina, ecco che alla radio arrivano le note di "Meraviglioso", cantata dai Negramaro che reinterpretano un fantastico Modugno.
PRESENTE E PASSATO si fondono alla perfezione. Vecchio e nuovo si danno la mano e vogliono donarmi un pò di pace...forse vogliono dirmi che tutto deve andare avanti ,che non ci si può fermare perchè tutto scorre veloce e non si può perdere il treno della vita.
E' bastato così poco per cambiarmi la giornata? Ebbene sì...la più scettica delle scettiche vi dice di sì, perchè forse c'è bisogno di piccole cose semplici per risvegliare la nostra essenza più profonda.
Ciò che era complicato è diventato semplice....
martedì 9 ottobre 2012
MAI PIU' COMPLICI
Non potevo fare a meno, l'altra sera, di pensare a questa allarmante notizia, apparsa un pò su tutti i telegiornali. Dall'inizio del 2012 sono 92 le donne morte in Italia per mano di un uomo.
Ribadisco: MORTE.
Non sono morte casualmente o per via di un malaugurato incidente. Queste sono donne che hanno subito ripetutamente violenze e soprusi di varia natura e non sono state aiutate. In alcuni casi sono state supportate dalle loro famiglie o da conoscenti, che però, inesorabilmente, hanno dovuto scontrarsi con una realtà legislativa piuttosto ostile alla difesa delle donne.
Qualcuno potrebbe obiettare che questo argomento sia fin troppo inflazionato, che in fondo ognuno di noi uomo o donna subisce un qualche tipo di sopruso nella vita, che tutto fa parte della società in cui viviamo. Io dico che questo vero e proprio bollettino di guerra non deve esistere. Che non ne possiamo più di ascoltare di donne uccise o scomparse misteriosamente (il che è un pò dire la stessa cosa!) per colpa di un uomo. Il dramma nel drammma è poi che questi uomini non sono quasi mai degli sconosciuti, ma sono uomini di cui le donne si fidano: mariti, fidanzati, padri.
Il 13 e 14 ottobre si terrà a Torino un incontro alle Officine Grandi Riparazioni (OGR), per affrontare proprio questo argomento. L'iniziativa si chiama MAI PIU' COMPLICI ed è organizzata dal Comitato SE NON ORA QUANDO.
Vi lascio qui di seguito il link:
http://www.senonoraquando.eu/?p=12097
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